Le tramway de la Vallée d’Hérimoncourt

Le tramway de la Vallée d’Hérimoncourt costituì una rete di non trascurabile importanza nel Dipartimento francese della Regione Bourgogne-Franche-Comté, che ha per capoluogo la città di Besançon.La relazione preminente fu la Audincourt – Hérimoncourt, lunga 7 km dove i binari – a scartamento metrico – furono posati nel nel 1887 su iniziativa della Società Peugeot, nata nel 1810 da una famiglia di mugnai per impulso di Napoleone Bonaparte che aveva bisogno di vestire i soldati della sua Grande Armée. Questi intraprendenti mugnai aprirono dapprima una tessitura di cotone a Hérimoncourt e successivamente varie fabbriche, e tra queste quella di Audincourt che nel 1891 produsse la prima automobile.Nel 1888 venne aperta la diramazione per Valentigney, prolungata a Beauliet-Mandeure l’anno successivo. La rete conobbe la sua massima espansione nel 1904, quando fu inaugurata la linea per la stazione ferroviaria P.L.M. di Montbéliard via Sochaux. A Exincourt fu realizzato un raccordo per collegare il porto fluviale situato sul canale Rhône – Rhin (Rodano – Reno) e la rete assommò complessivamente un’estensione di circa 20 km, connessa dal 1913, a Sochaux, con la tramvia elettrica per Belfort.Negli anni della I Guerra Mondiale la tramvia conobbe un grande sviluppo del traffico viaggiatori, dovuto soprattutto agli spostamenti di maestranze, e merci, in particolare di autocarri, parti di motori d’aereo e mitragliatrici.Il servizio cessò nel 1932 e, relativamente al trasporto viaggiatori, fu sostituito da autobus. Oggi dell’intera struttura e dei suoi manufatti restano poche vestigia, tra queste una pista ciclabile tra Audincourt e il canale.
Il traffico era gestito mediante otto locomotive a vapore 030 con doppia cabina, soprannominate tacot, rottami, costruite da Blanc-Misseron su licenza della belga Tubize tra il 1886 e il 1913, ed in particolare: dalla 1 alla 3 nel 1886, la 4 nel 1888, la 5 e la 6 nel 1905, la 7 e la 8 nel 1913.
Completavano il parco una ventina di vetture a due assi, molte con terrazzini, e circa 40 carri tra chiusi ed aperti con sponde, anche questi a due assi.

Lorenzo Pozzi

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