Angiolo Mazzoni, architetto fascista

La copertina di Ferrovie nel Lazio che ci ha accompagnati per due mesi, raffigurante un’espressione grafica della Stazione Termini di Roma, era dedicata a Angiolo Mazzoni del Grande, architetto e ingegnere nato a Bologna il 21 maggio 1894 e scomparso a Roma il 28 settembre 1979.Oltre ad essere uno dei maggiori progettisti di edifici pubblici, stazioni ed edifici ferroviari e postali della prima metà del XX secolo, si distinse per coerenza: nel 1926 aderì al PNF, Partito Nazionale Fascista, e non rinnegò mai tale scelta, soprattutto non dopo la fine della II Guerra Mondiale quando numerosissimi furono coloro che, arraffato un qualsiasi straccio rosso, se lo annodarono al collo proclamandosi antifascisti.
Nel 1945 venne infatti denunciato dal collega Giovanni di Raimondo, ingegnere, che fu sottosegretario alle Comunicazdioni nel primo e secondo governo Badoglio, direttore generale delle Ferrovie del Sud dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, e successivamente direttore generale delle Ferrovie dello Stato e braccio destro del Ministro dei Trasporti Guido Corbellini. C’è da chiedersi dove fosse, che facesse e quali padroni servisse il signore in questione antecedentemente all’8 settembre ma, si sa, queste sono solo speculazioni filosofiche.
Resta il fatto che il Mazzoni fu convocato dalla Commissione d’Epurazione presso la Direzione Generale delle FS, e sospeso dal servizio il 12 settembre 1945. Il 27 maggio 1946 fu prosciolto da ogni accusa e sporse denuncia verso undici suoi accusatori per falsa testimonianza e calunnia.
Decise comunque di autoesiliarsi in Colombia, dove rimase fino al 1963, e nel frattempo i critici architettonici – che credo fossero quelli che non avevano mai progettato nemmeno una cuccia del cane e che, in quegli anni, stavano studiando per diventare critici e tuttologi del ’68 e degli anni successivi – non gli attribuirono il pieno riconoscimento tecnico ed artistico che avrebbe meritato per l’eccezionale abbondanza della sua produzione e per la sua straordinaria qualità, testimoniata dal fatto che numerosi edifici pubblici realizzati da Angiolo Mazzoni siano ancora oggi in funzione soddisfacendo gran parte delle esigenze per le quali erano stati originariamente concepiti.
Palazzo delle poste di Palermo 1934
Il suo cursus honorum professionale inizia con l’assunzione, nel 1921, presso la Sezione Speciale Lavori delle Ferrovie dello Stato a Milano con la qualifica di “Ingegnere Provvisorio”, e nel novembre dello stesso anno fu trasferito – dietro sua richiesta per poter frequentare l’Accademia di Belle Arti – a Bologna, sua città natale, presso la Divisione Lavori. ui collaborò alla stesura di un progetto per la stazione ferroviaria di Borgo San Donnino e alla realizzazione di case popolari per i ferrovieri del locale Compartimento.
Alla fine del 1922 fu nominato Ispettore e nel 1923 partecipò ad un concorso per la realizzazione a Genova di un arco commemorativo per i caduti della prima guerra mondiale, conseguendo il secondo posto. Fu trasferito a Roma nel marzo 1924, presso il Servizio Lavori e Costruzioni, dove, ottenuta la promozione ad Ispettore di Prima classe, iniziò il proprio lavoro di architetto che lo condusse a dare forma ed a realizzare una lunga e significativa serie di significativi edifici pubblici, ferroviari e postali sun tutto il territorio inazionale.
Nel 1925 contribuì alla realizzazione del Dopolavoro Ferroviario di Roma, nel biennio 1925-26 realizzò la Colonia Rosa Maltoni Mussolini (dal nome della madre del Duce) di Calambrone presso Pisa; il 24 maggio 1926 fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Corona d’Italia, e nel 1927 iniziò a lavorare al progetto della nuova stazione di Bolzano.
In ambito non ferroviario si segnalano gli edifici postali di Grosseto, Sabaudia, Littoria, Nuoro, Ostia, Palermo, La Spezia, Trento, Pola.
Tra le sue opere più note la centrale termica e la cabina apparati della stazione di Firenze, realizzata fra il 1927 e il 1929.
Tra il 1929 ed il 1934 si occupò di una stazione particolarmente significativa per il Regime: quella di Littoria, e nel 1932 partecipò al concorso per la stazione di Santa Maria Novella. Nel 1936 lavorò alla nuova stazione di Siena e tra il 1935 e il 1937 lavorò ad un progetto per la stazione ferroviaria di Verona.
Nel maggio 1938 fu nominato responsabile della progettazione e della realizzazione delle stazioni di Trento, Venezia Santa Lucia, Villa San Giovanni, Messina e Reggio Calabria, e nel settembre dello stesso anno gli fu affidato l’incarico di sviluppare un progetto urbanistico e funzionale per il trasporto integrato su gomma e rotaia nella capitale.
Nel 1942 contribuì con i colleghi Giuseppe Terragni e Roberto Narducci al progetto di una costruzione provvisoria per l’esposizione E42, e quell’esperienza gli valse nel 1943 l’ultimo incarico pubblico di rilievo: il progetto della nuova stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia, che venne però realizzata nel dopoguerra su altro progetto.
Ed eccoci alla Stazione Termini, l’incarico forse più importante e significativo che ho lasciato per ultimo anche se il progetto, definito nel 1938, fu presentato all’Esposizione Mondiale di New York del 1939, insieme con altri simboli del prestigio e delle capacità tecniche italiane, fra i quali l’ETR.Nel 1943, quando erano ormai a buon punto impianti tecnici, pensiline, ed ali laterali (escluso il padiglione reale affacciato su via Marsala), la realizzazione della Stazione Termini fu interrotta a causa della guerra, al termine della quale Mazzoni rielaborò il progetto proponendo, in luogo del grandioso porticato previsto dalla versione del 1938, una facciata assolutamente scabra.
Ma, per le ragioni di appartenenza politica esposte in apertura, il completamento dell’opera venne affidato ad altri professionisti e la stazione fu ultimata nel 1950 secondo una concezione molto diversa rispetto al progetto d’origine.
Nel 1947 accettò la cattedra di Storia dell’Architettura ed Urbanisticaa a Bogotà, presso l’Università Nazionale Colombiana, e nel paese latino-americano contribuì alla costruzione della linea ferroviaria Ibagué-Armenia.
Tornò in Italia il 28 maggio 1963, stabilendosi a Roma, dove morì il 28 settembre 1979. Il suo archivio è conservato all’Archivio del ‘900 del MART di Rovereto.
Tra i progetti ferroviari realizzati segnalliamo:
Dopolavoro Ferroviario, Roma 1925
Centrale termica e cabina apparati centrali, Firenze 1927-1929
Stazione di Bolzano, 1927-1928
Case dei ferrovieri lungo le linee altoatesine, 1929
Stazione di Littoria, 1929-34
Stazione di Reggio Emilia, 1934
Stazione di Trento, 1934-1936
Stazione di Siena, 1936
Stazione di Reggio di Calabria Centrale, 1937-38
Stazione di Montecatini Terme-Monsummano, 1937
Stazioni ferroviarie Centrale e Marittima di Messina, 1939-1940
Stazione di Roma Tiburtina, 1937
Scalo Merci e dogana di Roma San Lorenzo, 1943.Nel 1936 contribuì inoltre, con Marcello Piacentini e Gaetano Rapisardi, alla stesura di un progetto per la realizzazione del nuovo Palazzo della Società delle Nazioni di Ginevra, nel biennio 1936-37 al progetto non realizzato per la nuova stazione di Trieste Centrale e, nel 1937, alla stazione di Milano Porta Volta in sostituzione di quella di Porta Nuova nata sul residuo della vecchia Centrale, che venne però realizzata – in modo completamente diverso – nel 1961 a Porta Garibaldi.

Lorenzo Pozzi

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