Una tramvia non dimenticata tra Rennes e Saint-Malo

La denominazione Petits trains d’Ille-et-Vilaine deriva dall’Ille, fiume della Bretagna affluente della Vilaine nella quale confluisce a Rennes, città capoluogo del dipartimento dell’Ille-et-Vilaine.
L’Ille, inoltre, tramite il canale d’Ille-et-Rance, è unita alla Rance, che collega Rennes alla Manica, dove la Rance sfocia in corrispondenza di Saint Malo.Per buona parte del primo ventennio del XX Secolo oltre 500 km di strade ferrate secondarie a scartamento metrico, prevalentemente posate sulla viabilità stradale, costituirono la rete de l’Ille-et-Vilaine, la prima francese per lunghezza.
Per fare un paragone, la rete delle nostre Ferrovie Nord nel momento della sua massima espansione superò a malapena i 300 km.
La gestione era affidata alla TIV, Tramways à vapeur d’Ille-et-Vilaine, il cui compito principale (la “mission”, diremmo oggi) era quello di assicurare il trasporto di viaggiatori e delle produzioni locali, tanto agricole quanto industriali, su piccole distanze.
Quanto alla velocità di esercizio, alcuni anziani ricordavano come fosse possibile scendere dai treni in marcia e risalire senza correre rischi.
Nei giorni feriali i convogli erano normalmente composti da due o tre carri pianali o chiusi e da una o due vetture passeggeri posizionate in coda. Alla domenica e nei giorni festivi i treni erano invece composti da cinque o sei vetture che trasportavano gli abitanti di Rennes a trascorrere la giornata in campagna verso Mi-Forêt, Saint-Grégoire, Chantepie. Negli anni ’30 vennero immessi in servizio alla domenica i “trains de plaisir“, con destinazione Saint-Malo.La prima linea ad essere costruita fu la Rennes – Fougères, nel 1897: partiva da Croix de la Mission (place de Bretagne) e la sua utilità fu prevalentemente legata al trasporto di legname proveniente dalle foreste circostanti Rennes e Sevailles.Nel 1897 la trazione era assicurata da alcune (quattro?) locomotive a vapore Blanc-Misseron, di aspetto tipicamente tramviario e caratterizzate da una cabina di condotta ad ogni estremità, presto affiancate da Mallet tipo 20, fabbricate da Corpet et Louvet, che fornì anche delle 030.
Nel 1924 vennero sperimentate delle automotrici De Dion-Bouton capaci di 30 posti a sedere e, nel 1932, un’automotrice Vernez. Nel 1938 entrarono in servizio un’automotrice Billard in grado di offrire 36 posti a sedere ed un rimorchio in grado di offrirne 30.
Les vetture viaggiatori, a due assi, furono costruite da Carel et Fouché con cassa in legno e imperiale in lamiera.La parte preponderante del parco rotabili era però costituita dai carri merci, che nel 1939 raggiunsero il considerevole quantitativo di 616 unità, destinate al trasporto di prodotti agricoli, legname, cemento, sabbia, mattoni, manufatti artigianali e industriali.
Certe linee erano “specializzate”: quella di Fougères in legname, quella di Saint-Malo in pesce fresco, salato o essiccato. La tramvia veniva inoltre utilizzata dal servizio postale.
Durante gli anni ’50, alla cessazione del servizio, sassi e ghiaia costituenti la sede furono ceduti ai comuni attraversati dalla tramvia, rotaie ed altre componenti metalliche furono cedute a peso di rottame ed i rotabili furono messi a disposizione del Dipartimento d’Oltremare, che li destinò in gran parte all’isola di Reunion per il trasporto della canna da zucchero.

Lorenzo Pozzi

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