Lugano rivuole il tram?

Da quando abito a Ginevra ho scoperto che per gli Svizzeri il Ticino è considerato – a seconda dei punti di vista e degli umori – il Cantone depresso o addirittura la palla al piede della Confederazione.
Nella città affacciata sul Ceresio funzionò dal 1896 al 1959 una rete tramviaria che, una volta dismessa, venne completamente sostituita da un servizio filoviario, in essere dal 1954 ed a sua volta cessato nel 2001.
Oggi la municipalità starebbe, a quanto pare seriamente, pensando di reimpiantare una rete tramviaria che, coordinata con le altre strutture della mobilità Luganese, costituirebbe il punto di forza dei trasporti locali.
La rete sarebbe articolata su quattro direttrici:
Bioggio – Lugano centro (collegamento diretto, per lo più in galleria)
Molinazzo – Manno, con successiva estensione alla Stazione FFS di Lamone
Lugano centro – Campo Marzio – Cornaredo e Nuovo Quartiere Cornaredo
Lugano – Paradiso – Fornaci – Pian Scairolo.
Nelle intenzioni si tratterà di un “tram-treno” ed il suo costo dovrebbe essere interamente sostenuto dalle casse federali, ed è proprio questo aspetto che molti svizzeri non riescono a digerire.af-2016-11-29-luganotram-002Comunque sia, nell’attesa di conoscere ulteriori sviluppi (e sperando di non doverne parlare in termini… archeologici) propongo alcune immagini (Archivio Storico BBC) della prima tramvia luganese, in funzione dal 1896 al 1910 e che vantò il primato di essere la prima europea in servizio non più sperimentale ad essere alimentata in corrente alternata trifase, alla tensione di 400 V (non sono riuscito a reperire dati sulla frequenza). Il tracciato, successivamente migliorato, originariamente presentava curve del raggio minimo di 15 metri e pendenze sino al 30‰. Portate le curve ad un raggio minimo di 20 metri, la pendenza della linea per la stazione ferroviaria segnava però una livelletta del 93‰.af-2016-11-29-luganotram-001Per l’esercizio vennero impiegate quattro motrici a due assi tipo Ce 1/2 (un asse motore su due complessivi secondo la classificazione svizzera) realizzate da Schlieren con parte elettrica Brown Boveri. Erano lunghe 7.600 mm, potevano accogliere 24 viaggiatori seduti e sviluppavano una velocità massima di 15 km/h. Lo scartamento era metrico.
Brown Boveri realizzò anche l’impianto elettrico di alimentazione della tramvia, che nel 1910 venne convertito alla corrente continua alla tensione di 1.000 V.af-2016-11-29-luganotram-003Le quattro motrici vennero rimpiazzate da altre dodici, tipo Ce 2/2 (due assi motori su due complessivi) numerate da 1 a 12. L’unica vettura della dotazione originaria che sopravvisse, opportunamente modificata, fu la 2 che venne utilizzata sino al 1951 sulla tramvia Lugano – Cadro – Dino.

Lorenzo Pozzi

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