Milano: quando il gamba de lègn passava dalla Maddalena

Immagini doppiamente archeologiche: un tram scomparso in una Milano che non c’è più.af-2016-10-27-milano-maddalena-001Il tram è quello per Magenta ripreso durante l’alluvione del 31 maggio 1917 e ci troviamo nel quartiere della Maddalena. Sviluppatosi da un borgo di casupole di campagna ben oltre la cinta urbana, era scandito da un ponticello che attraversava il fiume Olona, passato il quale la strada per Vercelli si biforcava con un bivio che, in direzione Sud-Ovest, portava a Baggio percorrendo l’odierna via Trivulzio.af-2016-10-27-milano-maddalena-002-1af-2016-10-27-milano-maddalena-002-2A rammentare quel bivio si trova tuttora, in un’aiuola di piazza De Angeli ridotta a sterpaglia, una colonna votiva con l’immagine della Madonna, fatta erigere da San Carlo Borromeo come ringraziamento per la fine della peste del 1576.
Lo sviluppo del borgo inizia nel 1872, quando Ernesto De Angeli vi impianta un’industria tessile che sfrutta le acque del fiume Olona.af-2016-10-27-milano-maddalena-006A partire dal 1896, in concomitanza con l’associazione fra il De Angeli ed un altro imprenditore, Giuseppe Frua, l’attività dell’impresa diventa prevalentemente immobiliare e il borgo diventa un vero e proprio quartiere con asili, scuole e servizi sociali, in particolare a partire dal 1907, anno della morte di De Angeli.af-2016-10-27-milano-maddalena-004af-2016-10-27-milano-maddalena-005Al termine della II Guerra Mondiale il quartiere – pesantemente danneggiato dai bombardamenti, come del resto tutta la città – è oggetto di imponenti lavori edilizi, resi in parte possibili grazie ai contributi per la ricostruzione, che daranno vita all’odierno quartiere De Angeli – Frua.af-2016-10-27-milano-maddalena-007Anche la fabbrica scompare e la produzione viene concentrata negli altri stabilimenti di Legnano, Omegna, Agliè (ceduta nel 1953 alla Olivetti), Ponte Nossa, Roè Volciano sino alla definitiva cessazione dell’attività avvenuta negli anni ’60.

Lorenzo Pozzi

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